
Il mondo in parole povere
dove semplici parole raccontano mondi diversi.

la linea micaelica non conduce a un trionfo finale, ma a un ritorno all’origine più dimessa e più vera della fede: non la spada issata contro il nemico, ma la voce sottile che chiede, a ciascuno, «che fai qui».

Un luogo attraversato dalla devozione e dalle guerre fra oriente ed occidente. Ma anche il luogo del Profeta Elia e della sua lotta con il Signore degli Eserciti.

Un dialogo silenzioso, quello delle bottiglie, tra mare e santuario, un atto di fiducia, come infondo, in tutte le tradizioni cristiane è la preghiera stessa.

Collocare Panormitis lungo la Linea Sacra accanto a Mont Saint-Michel, alla Sacra di San Michele in Val di Susa o a Monte Sant’Angelo sul Gargano aiuta a comprendere quanto l’identità di ogni tappa rifletta la teologia e la sensibilità della tradizione che la custodisce. L’icona al posto della statua. Nei grandi santuari cattolici micaelici, Michele…

La storia narra di un’icona emersa dalla terra ed il sacro non discende dall’alto come dono di un vescovo o di un papa, ma sale dal basso, dalla roccia, dal gesto di una donna .

Il Cammino continua, la vita di fede è proprio questo cammino tra diversità, alterità, aporie, ma che trova sempre una sintesi nella nostra esperienza, unica ed irriducibile.
© Rino Sciaraffa