Questo luogo meraviglioso sorge in Normandia ed è un’abbazia-fortezza che da oltre mille anni sfida le maree più potenti d’Europa. E’ uno dei luoghi più straordinari e visitati di Francia, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1979. Il celebre poeta Victor Hugo definì questo posto cosi: “Mont Saint-Michel è per la Francia ciò che la Grande Piramide è per l’Egitto”. Tutto inizia nel 708 d.C., quando, secondo la leggenda, l’Arcangelo Michele apparve in sogno per ben tre volte a Sant’Auberto, vescovo di Avranches, ordinandogli di costruire un santuario sulla roccia granitica che emergeva dalla baia. Il vescovo, inizialmente scettico, fu convinto solo quando l’arcangelo gli toccò la fronte con un dito, lasciandogli un foro nel cranio. Il teschio di Sant’Auberto, con il presunto foro, è ancora conservato nella basilica di Avranches.
Prima ancora di questa storia il luogo era dedicato a Santo Stefano, primo martire cristiano e poi a San Sinforiamo, primo martire delle popolazioni galliche. Insomma diciamo che qui, si sono fatta concorrenza i martiri e un angelo che prevalse attraverso un reticente sant’Auberto. Storicamente, unico dato più che certo, in epoca precristiana, fu centro druidico. Tanti luoghi di culto vivono queste stratificazioni mantenendo una propria vocazione religiosa che si ripercorre nei secoli. Sappiamo tutti che nella stessa città di Roma, diverse chiese cattoliche sono costruite su antichi templi pagani.
Dove sorge Mont Saint-Michel è teatro di uno dei fenomeni naturali più impressionanti d’Europa: le maree più alte del continente, con un dislivello che può raggiungere i 15 metri. Durante le grandi maree equinoziali, l’acqua si ritira fino a 15 chilometri dalla costa per poi risalire “alla velocità di un cavallo al galoppo”, come recita un antico detto normanno. Sono stato testimone oculare di questa velocità nel quale in mare fagocita la terra e di come quest’ultima riemerga come in una sorta di resurrezione. Questo fenomeno rende il monte alternativamente isola e penisola nel corso della giornata creando un’aura di mistero ed isolamento che ha contribuito al suo fascino spirituale. Durante la Guerra dei Cent’anni (1337-1453), Mont Saint-Michel divenne simbolo della resistenza francese contro l’invasione inglese. Mentre gran parte della Normandia cadeva sotto il controllo britannico, questa roccaforte rimase l’unico punto della regione a non essere mai conquistato. La sua storia monumentale inizia nel 966 quando il duca di Normandia Riccardo I vi insediò i monaci benedettini, che nei secoli successivi costruirono l’abbazia gotica. I benedettini costruirono questo prodigio su più livelli a causa della conformazione rocciosa, struttura che rappresenta un vero e proprio percorso ascetico, una scala mystica, un’ascesa fisica che rispecchia l’elevazione spirituale: al livello inferiore ci sono gli spazi mondani (magazzini, cucine, sala dei soldati), al centro quelli dei pellegrini, in alto gli ambienti monastici, fino alla chiesa abbaziale che culmina verso il cielo. Solo durante la Rivoluzione Francese e durante il periodo napoleonico, l’abbazia fu trasformata in prigione e chiamata ironicamente “Mont Saint-Michel en Mer” (in contrasto con la Bastille) ed in essa vi furono rinchiusi dissidenti politici e preti poco accomodanti con il potere di turno, fino al 1863.
Tra passato e presente possiamo dire che durante i pellegrinaggi medievali, Mont Saint-Michel era una delle mete più ambite della cristianità, insieme a Santiago de Compostela e Roma. I pellegrini (chiamati miquelots) attraversavano l’Europa per giungere qui, indossando la conchiglia di San Michele. Pensate che molti morivano nelle sabbie mobili o annegati dalle maree improvvise e raggiungere l’abbazia era di per sé un atto di fede.
Ancora oggi, al crepuscolo, quando le nebbie salgono dalla baia e le luci dell’abbazia si accendono, trasformano il monte in una visione onirica sospesa tra acqua e cielo, ed è facile comprendere perché questo luogo continui a toccare qualcosa di profondo nell’animo umano. Mont Saint-Michel rimane ciò che è sempre stato: un punto dove il velo tra terra e trascendenza si fa sottile, dove il sacro irrompe nel quotidiano con la forza irresistibile di una marea che non si può fermare.


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