L’ombelico del mondo
La ricerca di un centro, di un punto di riferimento assoluto, sembra essere un’esigenza universale dell’umanità, un modo per orientarsi non solo geograficamente ma anche spiritualmente nel vasto e spesso incomprensibile cosmo che ci circonda. Dalle alture di Delfi in Grecia alle remote isole del Pacifico, passando per antichi templi e monumenti naturali, ogni luogo racconta una storia diversa sul perché dovrebbe essere considerato il vero “ombelico del mondo”. Diversi “centri”, diverse origini, una sola idea di fondo: la genesi non è solo un momento legato al tempo ma anche allo spazio, anzi nasce proprio da un punto specifico, dal quale tutto scaturisce. Ognuno di essi riflette profonde concezioni culturali su come le diverse civiltà hanno interpretato il proprio posto nell’universo e organizzato il proprio spazio sacro.
Facendo iniziare questo ciclo di narrazioni voglio partire da Delfi, in Grecia. Ecco come nasce e si sviluppa il concetto di “ombelico del mondo” nella mitologia greca: Zeus fece volare due aquile dai confini opposti del Pianeta, e queste si incontrarono proprio a Delfi, segnando il centro del mondo. Qui, nel Tempio di Apollo, da cui la Pizia diffondeva i suoi vaticini, troviamo l’ònfalo (in greco ὀμφαλός omphalòs, ossia “ombelico”) che nell’antichità classica indicava una pietra o un oggetto dal valore religioso, un punto centrale che rappresenta il collegamento tra il divino e il terrestre.
Un’altra versione del mito narra che l’Onfalo fosse la pietra che Rea, moglie di Crono, diede al marito da ingoiare al posto del neonato Zeus. Secondo il mito, Crono, dopo aver spodestato suo padre Urano, temeva di subire lo stesso destino per mano dei suoi figli, come gli fu profetizzato. Per evitare questa sorte, prese l’abitudine di divorare ciascuno dei suoi figli appena nati. Quando nacque Zeus, sua madre Rea, disperata per aver perso già cinque figli, decise di ingannare Crono. Nascose il neonato Zeus in una grotta sul monte Ida a Creta e al suo posto offrì a Crono una pietra avvolta in fasce – quella che sarebbe poi diventata l’Onfalo. Quando Crono fu costretto a rigurgitare tutti i figli che aveva divorato, espulse anche questa pietra, che cadde a Delfi, segnando così il centro del mondo. Nel Tempio di Apollo, a Delfi si riteneva che la Pizia, ricevesse le sue profezie in modo più potente, poiché la voce di Apollo poteva più facilmente raggiungere il mondo degli uomini attraverso questo “cordone ombelicale” cosmico.
L’Onfalo era anche un luogo di purificazione e rinascita spirituale. I pellegrini che si recavano a Delfi toccavano la pietra sacra come parte del loro percorso rituale, sperando di ricevere la benedizione divina e di purificarsi dalle impurità morali. Il centro del mondo in Delfi rappresenta simbolicamente diverse cose, dal concetto che un percorso iniziatico o spirituale parta sempre da un punto preciso e che l’incontro con il sacro rappresenta un nuovo ordine interiore che avviene nell’uomo. Per Delfi simboleggia anche il passaggio del tempo e del potere.
Come esseri dotati di autoconsapevolezza, non ci accontentiamo di esistere, ma desideriamo che la nostra vita abbia un senso, un valore che vada oltre l’immediato. Vi è poi il bisogno di appartenenza e connessione. Questo “centro” rappresenta anche un ponte verso qualcosa di più grande di noi, che ci permette di sentirci parte di un tutto e meno soli nella nostra individualità.
Vorrei affrontare, in prossimi racconti, i differenti “ombelichi del mondo”, in luoghi diversi, come ho detto dall’Europa, all’Asia fino all’Oceania. Questo piccolo giro del mondo avrà, come potrete notare punti di contatto incredibili fra culture diverse, ma anche asimmetrie curiose e diversità singolari.


4 risposte a “L’ombelico del mondo”
grazie Rino per farci viaggiare con te nel mondo e nella storia.
Grazie Marta per la lettura ed il tuo commento.
Grazie ancora una volta per il tuo illuminante scritto (mi riesce difficile non attivare il pensiero dopo stimoli di questo calibro).
Affascinante conoscere i luoghi nelle profondità di miti ad essi connessi. Ombelico inteso come “centro energetico” schiude molte riflessioni. Ad esempio “Il centro” in sé rappresenta quasi sempre un elemento preponderante, il nucleo energetico di un qualcosa. Se pensiamo ad una forza che si proietta verso l’esterno, scopriamo che spesso trae energia dal nucleo. Tornare alla fonte o scoprire la sorgente? Forse siamo nati avvolti in questo “grembo energetico” e vivendo ci rendiamo conto di avere necessita di tornarci, tornare alle origini, retrocedere verso la matrice per poter acquisire forza e consapevolezza e spingerci oltre…
Grazie per il tuo commento cosi ricco, anch’esso di spunti. In antropologia si pensa che il “centro” sia sempre il grembo materno, anticipazione di un centro cosmico dove tutto ha origine. Non a caso le prime divinità, nelle religioni naturali, erano femminili. Infatti quando hai parlato di “grembo energetico”, la connessione concettuale è quella….bravissima.
Grazie ancora del tuo bel commento. Continuerò un ciclo di narrazioni sui vari “centri” nelle culture umane.