La seconda “Gerusalemme” d’Italia

Un dedalo di vicoli scavati nella roccia calcarea in un intreccio di pietra e storia in cui le cui case sono aggrappate al suolo come le radici di un albero al terreno. Strade e case che si fondono con la natura circostante, modellata dalla mano dell’uomo, trapassata dalla luce del sole e baciata da giochi di ombre che ne sfumano i colori e ne alternano i riflessi. La ruvidità dei tetti di tufo fa il paio con gli scalini dei vicoli, incisi dal tempo e solcati dalla fatica dell’uomo e degli animali, perché tutto, nei Sassi di Matera, respira di antico, un dialogo muto che si perde nel tempo.

Una città antichissima, Matera, che conta presumibilmente più di 9 mila anni, abitata già dal Paleolitico. Contende il primato con città più famose come la biblica Gerico, Damasco ed Aleppo in Siria, Biblo in Libano ed Atene in Grecia, giusto per citarne qualcuna dell’area mediterranea e del Medio Oriente. Matera abitata ininterrottamente nelle sue case-grotta, che appaiono, alla vista, come enormi buchi dentro i pendii. Le sue chiese rupestri sono luoghi sacri che si mimetizzano nell’asprezza della vita, ma al cui interno custodiscono affreschi sbiaditi dal tempo, che fanno da contrasto ai colori caldi e diffusi dell’esterno. Ogni angolo ha una sua storia, stratificata pazientemente, antica e dimenticata, tanto da diventare terra di esilio come fu per lo scrittore Carlo Levi che la citò nel suo libro autobiografico “Cristo si è fermato ad Eboli”. Una terra descritta come arcaica dove la realtà dimenticata è fatta di miseria e sofferenza, un ventre di terra abbandonata a sé stessa, in bilico tra una sua orgogliosa arcaicità e valori che si mescolano con le tradizioni, esse stesse inconciliabili con un tempo che cambia.

Pier Paolo Pasolini, nel 1964, la scelse per riprendere le scene del suo “Vangelo secondo Matteo”, ambientando, nei “Sassi di Matera”, la Palestina ai tempi di Cristo. Il bianco delle case scavate nella roccia, le strade strette e il paesaggio spoglio resero perfettamente l’idea di un mondo antico e spirituale. Pasolini non solo ambientò il “suo Vangelo” in questi crocicchi, ma coinvolse gli abitanti del luogo come protagonisti-comparse di una umanità marginale, dal volto scavato dalla fatica e tagliato dalla rassegnazione. Il suo sforzo era restituire un film realistico ed essenziale, non tanto per rendere il pari alla narrazione evangelica, piuttosto per delineare quest’ultima vicina alla sofferenza umana nella narrazione della sofferenza del Cristo. Il Gesù vicino agli oppressi ed agli ultimi, depotenziato di ogni carica mistica, ma totalmente votato alla dimensione umana.  

Ancora una volta, nel 2004, i Sassi di Matera furono lo spazio narrativo nel quale, Mel Gibson, girò le scene del film “The Passion of Christ”, meglio conosciuto come semplicemente “The Passion”, nel quale il regista racconta le ultime dodici ore di vita di Gesù, dal Getsemani fino alla crocefissione e resurrezione. Un film che ricordiamo tutti per la crudezza delle immagini in un realismo dettagliato della sofferenza dell’Uomo di Nazareth.  

Dodici anni più tardi, Timur Bekmamvetov, fece un remake di “Ben-Hur”, film colossal che fu diretto da diretto, nel 1959, da William Wyler con protagonista Charlton Heston. La pellicola ripercorre narrativamente il periodo storico dell’Impero Romano sotto l’imperatore Tiberio, nel quale il centurione Messala fece imprigionare il nobile Ben Hur. Anche in questo remake del 2016, il regista scelse i “Sassi di Matera” come ambientazione per ricreare l’antica Gerusalemme.

Due anni dopo, nel 2018, il regista Grath Davis, girò il film “Maria Maddalena”, scegliendo questa città per ambientare diverse scene della vita di Gesù con i suoi discepoli.

Non so quante altre città possano vantare di aver avuto tante ambientazioni che ripercorrono la “Terra Santa”, e quanti luoghi possanofregiarsi di esser state scelte come “diversa” Gerusalemme, sebbene Matera non sia solo storia e religione. Nel capitolo della saga di James Bond “No Time to Die”, la città diventa lo sfondo perfetto per un’incredibile sequenza d’azione. Inseguimenti mozzafiato tra le strade dei Sassi e panorami spettacolari hanno mostrato Matera sotto una luce completamente nuova, facendola conoscere al grande pubblico internazionale.

Sicuramente Matera ha un suo fascino in cui bellezza e spiritualità si sono fusi in un tutt’uno come una univoca vibrazione che rendono questo luogo incredibilmente bello da vedere, ma soprattutto da sentire nel profondo dell’anima.

Foto da sito: https://pixabay.com/it/photos/sassi-di-matera-matera-basilicata-4605685/

Avatar Rino Sciaraffa

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12 risposte a “La seconda “Gerusalemme” d’Italia”

  1. Avatar rossanazanetti

    La nostra Nazione è un museo a cielo aperto ed offre scenari incantevoli che si prestano ad ogni rappresentazione. Il tuo descrivere questi luoghi ci trasporta sul posto, ci fa viaggiare con l’immaginazione. Grazie per questo viaggio che ci regali settimanalmente.

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Cara Rossana, condivido la tua opinione. Viviamo in un territorio ricco di storia, cultura e di bellezza. Grazie per il tuo riscontro sul mio racconto e grazie per leggerli settimanalmente.

  2. Avatar Cristiani a Roma

    Matera è una città ricca di cultura, non a caso Capitale Europea della Cultura nel 2019. Il tuo articolo ha sintetizzato egregiamente la giusta risonanza cinematografica, attribuita come scenario eletto per rappresentare la Gerusalemme antica.

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Grazie per il tuo commento. Si, Matera è stata capitale della cultura ed è ancora luogo ricco di eventi e manifestazioni. Pensa che negli anni ’50 veniva chiamata la “vergogna d’Italia”, definizione che Alcide De Gasperi diede a causa delle condizioni di vita precarie in cui le persone vivevano dentro i Sassi. Ora invece ha avuto un riscatto bellissimo ed è una bella meta turistica.

  3. Avatar MARIA TERESA PIZZULLI
    MARIA TERESA PIZZULLI

    Matera è la mia casa, il luogo dei miei studi, la città dove ho lavorato per dieci anni. Il profumo del pane al mattino è unico, occorre tornare per poterlo assaporare di nuovo, lasciandosi avvolgere dai ricordi e dalle emozioni che solo questa terra sa regalare. Grazie amico caro di queste tue suggestioni.

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Wow, allora la conosci più che bene! Grazie a te Maria Teresa per aver letto e commentato il mio racconto su Matera. Bhe allora tu potrai suggerirmi qualcosa sotto il profilo musicale….

      Un caro saluto

  4. Avatar Aldo Palladino

    Se i sassi e le caverne di Matera potessero parlare ci racconterebbero storie millenarie piene di miti, leggende e tradizioni affascinanti. L’eredità che ci è stata lasciata ci impegna a conservarne la memoria e a saperne conservare e valorizzare la ricchezza, perché Matera non è solo pietre, caverne, vicoli scoscesi ma è la storia di uomini e donne che l’hanno abitata in saecula seculorum. Grazie, Rino, per quest’altro viaggio in cui ci hai accompagnati con una narrazione sempre emozionante.

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Grazie a te caro Aldo per il tuo prezioso commento. Concordo con te che la conservazione della memoria non è solo un riconoscimento verso il passato ma è piuttosto un valorizzare il passato nel nostro presente. Grazie a te per la lettura del blog e dei tuoi commenti.

  5. Avatar Roberto
    Roberto

    Che meraviglia! Grazie!

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Grazie a te per leggere i miei racconti

  6. Avatar Anomys
    Anomys

    Città-palcoscenico, in cui storia e spiritualità si fondono con la magia del cinema, trasformando ogni angolo in un’opera d’arte vivente.Molto interessante! Grazie ancora una volta per questo scritto!

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Grazie del tuo commento e mi fanno sempre molto piacere. Si una città bella che è, non a caso, stata capitale della Cultura.

© Rino Sciaraffa