Scritto sulla pietra
Leggi umane e Leggi divine
Questa espressione idiomatica identifica la non modificabilità di qualcosa di dichiarato. Ciò che è scritto nella pietra deve determinarne imperitura memoria ed immutabilità nel tempo, rispetto alla volubilità dei nostri pensieri, idee ed intenzioni.
Primordiali pietre miliari della Storia umana danno luogo alla composizione scritta di Leggi umane e Leggi divine incise nella pietra, come simbolo di immodificabilità.
La più antica legge scritta risale al II millennio a. C., per volontà del re babilonese Hammurabi, che volle codificare i rapporti fra i suoi sudditi, non in senso egualitario, ma per organizzare le classi sociali per ceto, come avvenne nella storia umana fino all’Illuminismo. Essa fu rinvenuta nella città iraniana di Shush (Susa), all’inizio del XX secolo ed oggi la troviamo custodita nel Museo parigino del Louvre.
In questo blocco di pietra nera, alto più di due metri, sono incise duecentottantadue leggi. Sulla sommità di questa stele c’è un bassorilievo in cui il Re Hammurabi riceve queste parole dal dio Shamash, divinità della giustizia: atavica simbiosi di autorità divina e terrena, uniti nell’intento di guidare l’umanità verso il bene. Il prologo del famoso codice esprime il desiderio di: “far risplendere la giustizia sulla Terra, per annientare il malvagio e il cattivo, affinché il forte non opprima il debole”.
Il codice rientra in una visione etica, che prende moto sempre da una prerogativa divina, nella quale categorie di giusto ed ingiusto, male e bene, non possono scaturire dalla coscienza umana. Il principio “occhio per occhio” trova qui una sua prima formulazione, una giustizia che prevede una forma di violenza per proporre l’equità. La legge hammurabica presenta una attenzione particolare verso le vedove e gli orfani, nella quale si riconosce, per la prima volta, riguardo verso chi è vulnerabile.
Una legge autocelebrativa ed autoreferenziale, che celebra lo stesso Re, come giusto, quindi degno di amministrare la giustizia. Ricordiamo un altro testo divino inciso su pietra; altro periodo ed altro contesto, ma il racconto biblico fa del decalogo una Legge universale scritta su pietra e, come narra il testo, con il dito di YHWH. Il testo divino originale fu rotto dalla mano dell’uomo, dal Mosè stesso che la ricevette. Egli stesso dovette intagliarle nuovamente, con le proprie mani, quelle che ne causarono la rottura.
In un commento midrashico leggiamo che Mosè sentì profondi rimorsi per aver rotto le Tavole della Legge, sebbene molti altri Saggi, commentatori del testo Sacro, lascino intendere che, se le Tavole originali fossero sopravvissute, l’uomo avrebbe adorato quelle pietre anziché rivolgersi al contenuto delle stesse. YHWH ha inciso sulla pietra per permettere all’uomo di viverle non sulla pietra, ma nella propria coscienza. Il segno che l’uomo deve saper scolpire nel cuore le parole di saggezza e non inciderle. Finché sono incise, rimangono precetti da osservare, da leggere con gli occhi; se sono scolpite nel cuore, vengono lette e vissute.
Ancora prima che venga scolpito su pietra il “non uccidere”, la narrazione biblica vede YHWH richiamare Caino per l’omicidio di Abele: Dio incide una legge etica nel cuore, che l’uomo trasferisce su pietra, perché è più facile seguire norme piuttosto che non una legge interiore. Questa è la somma della tensione morale dell’uomo. Le nostre intenzioni interiori non sono incise nella pietra, ma nella durezza della nostra imperfezione. Ecco la distinzione sostanziale tra le Parole e gli strumenti che le veicolano. Questo racconto ci dice che, nella storia umana, incidiamo parole sulle pietre pensando che possano essere eterne, ma lo diventano solo se eternamente l’uomo le porta con sé, questo dichiarano alcuni scritti rabbinici.
Il tempo ha poi modificato le abitudini umane, lasciando a materiali deperibili come pelli lavorate, tavolette di argilla o di cera e poi la carta, la trasmissione del pensiero. Questa iperbole, prefigura certezze umane sempre meno granitiche in un moto discensionale che posiziona in scontro totale la durezza della pietra (granito) con la volubilità dei nostri pensieri.


12 risposte a “Scritto sulla pietra.”
Ciao Rino. Bellissimo il tuo articolo! Ci raggiunge col tocco letterario di un abile scrittore per introdurci in quel cammino umano verso una consapevolezza etica che deve trasformarsi in responsabilità personale scolpita non in cuori di pietra ma nella coscienza viva di ciascuno di noi.
Un caro saluto.
Aldo
Caro Aldo, grazie del tuo commento, In effetti ho voluto esplorare il significato di una dimensione etica responsabile. So che è un tema complesso, ma il tuo commento ispira ulteriori riflessioni ed approfondimenti, che cercheremo di non far mancare.
Grazie Rino, i tuoi scritti sono sempre molto interessanti e coinvolgenti, che possono rimanere scolpiti nella pietra delle nostre coscienze.
LUCA
Grazie Luca per il tuo commento e per come tu, costantemente, sei attento ai contenuti che scrivo.
Un articolo interessante e scritto davvero molto bene che mi ha suscitato una gran mole di pensieri storici, concettuali ed onirici.
Pietre come oracoli, utensili, fondamenta e ultima ma non certo ultima, l’incisione di memorie collettive ed individuali.
La Terra in ogni suo minuscolo frammento è già naturalmente segnata dal tempo da cui è stata attraversata. Mi capita di sentire il canto corale delle pietre in riva al mare, così inizio ad ascoltarlo. Ogni singolo sasso scolpito in modo diverso da agenti esterni ha forme e colori magari simili ma mai perfettamente identici. Probabilmente siamo in un momento così saturo di eventi naturali ed innaturali che non mi stupirei se le pietre iniziassero a parlare 😉
Ma tornando alla centralità del messaggio espresso nell’ articolo, certamente l’uomo ha cercato di raccontare e quindi creare memoria indissolubile sul “dissolubile”. L’esteriorizzazione di un valore che dovrebbe rivelarsi viscerale.
L’incisione che realmente segna nel profondo è certamente quella nel nostro cuore.
Simona
Cara Simona, grazie per il tuo ricco e stimolante commento. Hai lasciato spunti di rilievo. Sicuramente scriverò un racconto sulle pietre come oracoli, essendo parte di una dimensione mistico-religiosa importante. Anche il testo apocalittico cristiano ripercorre la Città di Dio con diverse pietre preziose. Interessante sollecitazione la tua.
Grazie anche per la tua riflessione sulla memoria indissolubile sul “dissolubile”. Era uno dei fulcri della mia riflessione. Ancora grazie e al prossimo racconto.
Grazie infinite a te, per la preziosa condivisione.
Al prossimo racconto 📖🤠💎
Grazie Rino, la bellezza dell’umanità sta proprio nell’impossibilità di definire certezze; scrivere sul granito del dogma è la negazione di quella bellezza.
Grazie per il tuo commento, grazie per la tua riflessione che condivido appieno. Un caro saluto.
Splendida riflessione, interessante nella sua esposizione. Da non credente colgo tutta la tensione tra una legge morale ed una legge “divina”. Il tema è molto complesso ed hai espresso, con acume, le tensioni fra queste due dinamiche.
Complimenti e grazie
Grazie del tuo riscontro. In effetti la filosofia si interroga fra Etica e Morale e tra la prima e la seconda intercorre anche tutta la dimensione religiosa e le credenze religiose che plasmano anche la dimensione sociale.
Un caro saluto e grazie per seguire sempre il blog
Grazie Marco per la tua riflessione. Molto interessante. Grazie anche per l’aggancio filosofico che hai fatto che è nel cuore implicito del mio scritto. Hai offerto un nuovo punto di vista interessante.