Cinque parole, cinque lettere ed il mistero del loro significato.

Incroci di parole, incroci di significati.

Una iscrizione su pietra, antichissima, in latino, scoperta ad inizio ‘900 a Pompei, che è presente in diverse parti d’Europa, dalla Francia all’Inghilterra, oltre che in un paio di posti in Italia. Tutte le volte che la si vede incisa è sempre in forma di quadrato, composta da cinque parole, a sua volta ciascuna parola ha cinque lettere: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Un quadrato che ha attraversato i secoli, inciso su pietre che, ancora oggi, è denso di mistero. La loro giustapposizione, nell’ordine indicato, dà luogo a un palindromo, vale a dire una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra e viceversa, dal basso verso l’alto, da destra verso sinistra, ma anche in verticale, sia da sinistra verso destra che al contrario.  Ecco come appare: 

S A T O R

A R E P O

T E N E T

O P E R A

R O T A S

Questo affascinante incrocio di parole, tra lingua, geometria e logica, diffusosi in epoca paleocristiana,  un intreccio altrettanto curioso tra prime iscrizioni cristiane e le precedenti pagane, con un significato religioso per i primi ed esoterico per i secondi, di cui abbiamo poche tracce.

Colpisce come le parole diventano simbolo in una composizione che ha un valore sia creativo, sia evocativo, che ha saputo affascinare culture in epoche diverse. Un quadrato che ha attraversato i secoli, “libri di pietra” che rimandano nel tempo lontani misteri. La modificazione dei significati attraversa sempre le culture umane, non tutto rimane sempre immobile, come una iscrizione incisa nella dura pietra. Ciò che è scritto, seppur immodificabile, apre alla possibilità di diverse interpretazioni. Chi legge interpreta sempre e chi interpreta, legge! Anche questo è un palindromo rispetto alla nostra capacità di conoscenza, un passaggio indifferibile rispetto al proprio presente seppur passibile di differenza interpretativa rispetto al passato.

Molti studiosi ritengono, che questo “quadrato magico” sia una sorta di scongiuro, una formula per prevenire forme di male o di calamità. Non a caso erano poste negli stipiti delle case e di luoghi di culto, una sorta di preghiera scritta, incisa a memoria per la divinità protettrice del luogo. Una invocazione perché le divinità dimenticano l’uomo, causano catastrofi e poi, si pentono e ne permettono la rinascita, concetto presente in tante religioni o nelle prime mitologie archetipe.

L’iscrizione non ha salvato la città di Pompei nel 79 d.C., lasciando vivere solo parole di pietra, che mantengono presente una memoria lontana. Andiamo al plausibile significato di questo quadrato-palindromo.

La parola SATOR sembra riportare a Dio, il Creatore, mentre AREPO è vocabolo di derivazione celtica che significa “aratro”. TENET, riporta all’attributo principale di Dio, quello di sorreggere il mondo o di dominarlo. OPERA e ROTAS indicano le opere del creato. Curioso che la parola ROTAS sia il palindromo perfetto di SATOR, ad individuare che ogni cosa creata, sorretta dal Creatore, è a Lui sempre riconducibile. La prima e l’ultima parola, SATOR E ROTAS, una specie di Alfa ed Omega – Principio e Fine – Primo ed Ultimo, che ha affascinato alcuni primi cristiani che ne hanno fatto una delle proprie iscrizioni.

Possiamo interpretare, questo antesignano sudoku, così: “Dio regge il cielo, ossia è il Re dei Cieli, e l’uomo è il solo responsabile di ciò che accade sulla terra”, oppure, “Dio muove le stelle dell’universo come l’uomo manovra le opere della terra (l’aratro)”.

Ad aggiungere mistero su mistero, sembra che la diffusione, in epoca medievale di questa iscrizione, sia attribuibile ai Cavalieri Templari, che l’hanno incisa in alcune antiche cattedrali di loro costruzione.

Nel prossimo articolo vorrò indicarvi i luoghi dove trovarla, anche in Italia, dove l’ho vista, ed il significato che ne hanno dato i primi cristiani, con una leggera ma interessantissima modifica, oltre a dare un piccolo suggerimento dove poterla scorgere nel testo più celebre della lingua italiana.

Avatar Rino Sciaraffa

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12 risposte a “Cinque parole, cinque lettere ed il mistero del loro significato.”

  1. Avatar rossanazanetti

    Oggi mi hai lasciato senza parole….il significato di questo palindromo è stupendo…non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo articolo… sarà una specie di caccia al tesoro❤️

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Grazie Rossana per il tuo contributo e la tua riflessione. A martedi prossimo per il proseguo del “quadrato magico”

  2. Avatar enthusiastically44f28359d9
    enthusiastically44f28359d9

    Caro Rino, oltre il piacere di leggerti questa volta attendo con trepidazione la seconda parte per vedere dove trovare questa scritta che non mi risulta magica e nemmeno ultra terrena. Gli antichi ci vedevano giusto, noi oggi ci crediamo di poter padroneggiare l’universo ma, anche se andiamo sulla Luna e su Giove non potremo mai essere padroni di nulla. Siamo gestori e nemmeno attenti e professionali, basta guardarsi intorno. Se riconoscessimo davvero Dio come sovrano, potremo essere gestori migliori. Un abbraccio

  3. Avatar enthusiastically44f28359d9
    enthusiastically44f28359d9

    Caro Rino, oltre il piacere di leggerti questa volta attendo con trepidazione la seconda parte per vedere dove trovare questa scritta che non mi risulta magica e nemmeno ultra terrena. Gli antichi ci vedevano giusto, noi oggi ci crediamo di poter padroneggiare l’universo ma, anche se andiamo sulla Luna e su Giove non potremo mai essere padroni di nulla. Siamo gestori e nemmeno attenti e professionali, basta guardarsi intorno. Se riconoscessimo davvero Dio come sovrano, potremo essere gestori migliori. Un abbraccio

  4. Avatar MrVinnie

    Veramente affascinante, non conoscevo questo intreccio enigmistico tra storia, fede e lingua del quadrato del Sator. A questo punto aspettiamo il prossimo articolo con i luoghi dove trovarlo!

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Grazie…si la storia, appena l’ho scoperta (anni fa) mi aveva affascinato. A Martedì prossimo.

  5. Avatar Orazio
    Orazio

    Articolo affascinante! Mi è piaciuto molto perché svela un enigma storico che collega linguaggio, religione, simbolismo e mistero. Il quadrato “Sator” colpisce per la sua complessità e simmetria, elementi che da secoli alimentano l’immaginazione e le interpretazioni. È straordinario come queste cinque parole abbiano viaggiato nel tempo e nello spazio, portando con sé diversi significati per culture e periodi storici.

    Nel mondo, non ci sono molti simboli simili al quadrato “Sator” con la stessa combinazione di simmetria, significato palindromico e mistero religioso. Nondimeno, esistono altri simboli e iscrizioni antiche che mescolano geometria e linguaggio per evocare protezione o poteri spirituali. Per esempio:

    1. I “sigilli magici” in molte tradizioni, come quelli cabalistici e alchemici, usano lettere e simboli disposti in schemi geometrici per rappresentare formule di protezione, guarigione o potere.
    2. I mandala tibetani, anche se diversi nell’intento e nella struttura, creano un equilibrio perfetto di forme e colori per simboleggiare l’ordine cosmico e la spiritualità.
    3. Il palindromo biblico di Abraxas, un antico termine gnostico che appare in alcuni testi come parola sacra, spesso usato nei talismani con il significato di protezione e legato all’idea di eternità.
    4. L’iscrizione del Pater Noster, trovata anche in iscrizioni romane antiche, che ha una struttura in cui le parole sono disposte in modo simmetrico e creano un messaggio religioso.

    Il quadrato “Sator” è unico per la sua capacità di legare insieme varie interpretazioni in un singolo schema e di mantenere intatta la sua struttura indipendentemente dalla direzione di lettura. Proprio come un libro di pietra, riesce a superare il tempo, ricordandoci che le parole e i simboli possono avere significati profondi che sfidano le epoche e la storia.

    Grazie Rino

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Grazie Orazio per il tuo contributo. In effetti, alcune cose che hai elencato, saranno presenti nel mio racconto di Martedi prossimo.

  6. Avatar Aldo Palladino
    Aldo Palladino

    Caro Rino, non finiremo mai di restare col fiato sospeso dinanzi alle tue performance narrative! Con questo articolo dai voce alle pietre che dal passato veicolano una sapienza antica capace di nutrire le nostre vite. Dunque grazie e congratulazioni per la tua capacità di scoprire delle perle.

    Aldo

    1. Avatar Rino Sciaraffa

      Grazie Aldo per il tuo contributo e grazie per i tuoi complimenti. Fa piacere sapere che ci siano persone che apprezzano i miei racconti.

      Continueremo per i prossimi due Martedì a raccontare di “pietre”. I racconti li ho già scritti e prima della pubblicazione do un’ultima “rivisitazione” al testo prima di metterlo on line.

      Un caro saluto

  7. Avatar Paolo
    Paolo

    un racconto avvincente, come sempre scritto bene. Grazie! Non conoscevo questa storia e sono curioso di sapere dove posso vederlo in Italia.

  8. Avatar Filippo
    Filippo

    WOW, che storia! Attendiamo la prosecuzione, mossi da una certa “fame e sete” di conoscenza. Grazie Rino.

    Leggendo quanto da te narrato in questo articolo, la memoria mi ha ricondotto all’affermazione di Gesù dinanzi ai farisei che lo stavano incalzando con l’intento di far tacere i discepoli, i quali invece lo acclamavano; riflettevo sul fatto che voci apparentemente simili in quanto ad intensità sonora, trasportavano messaggi affidati a parole che assumevano significati diametralmente opposti. Ma, la cosa che qui potrebbe essere interessante approfondire e condividere, è la risposta che Gesù fornisce, superando ogni deriva ed andando ben oltre ogni pressione e ideologia contrastante: “Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre” [Vangelo di Luca 19:40].

© Rino Sciaraffa