Risonanze interiori.
Ogni cosa intorno a noi risuona e riverbera nell’aria coordinate che ci orientano. Sappiamo dove siamo dai suoni che sentiamo. Ogni luogo, anche nel cosmo più profondo, risuona di un eco, di una vibrazione primordiale, lontana nello spazio e nel tempo, palpito che viaggia e vince sulla distesa dell’Infinito.
Ogni vita su questo pianeta inizia con il suono del primo battito di cuore e veniamo al mondo emettendo un vagito, rivendicando la nostra esistenza con il suono. Dentro di noi abita il mistero della nostra stessa esistenza che domanda senso e richiede ricerca profonda. Nel viaggio, dentro queste domande interiori, abbiamo modo di ritornare in noi stessi, con le voci interiori che si rincorrono, suoni inespressi che rompono il Mistero e si aprono ad esso.
In quella parte più profonda di noi c’è il custode dei nostri segreti più inconciliabili: dalle paure ai desideri, dai sogni a quanto avremmo voluto e non è stato. Lì chiudiamo il nostro presente e in esso seppelliamo ogni contraddizione. Dentro noi vivono anche memorie grevi, così dense che pesano nell’anima, inconfessabili verità pregne di voci inespresse nelle quali l’oblio è l’unica conclusione possibile, spazio nel quale esse muoiono attenuandone l’insostenibile presenza.
E noi siamo questo infinito riverbero di risonanze, punti di scoperte e di riconciliazioni con sé stessi, luoghi di approdo quando non sappiamo ancora chi siamo davvero. Perché ascoltarsi significa poter accogliere, coraggiosamente, quello che non siamo, riscoprirci in quell’unicità che ci affascina o ci rinchiude. In queste risonanze talvolta impariamo a conoscerci cercando una via per riavvicinarsi a noi stessi.
Non sempre riusciamo a coprire la voce insistente del nostro giudizio interiore, nemmeno a calmare quel senso di inquietudine che può spingerci più in là oppure affossarci: molte volte né l’una, né l’altra sono davvero autentiche.
Il tutto non significa soltanto sentire le nostre emozioni ma avvicinarsi a quel tratto intangibile della nostra interiorità, quell’area nella quale desideriamo di essere più autentici, nel quale cerchiamo quello spiraglio di verità su noi che riusciamo solo a lambire occasionalmente.
In quel nucleo profondo che trascende la materialità ed il caos esterno esiste e vive quella parte che parla con il Divino che ci fa sentire partecipi di qualcosa di più grande, quel lembo di Universo che risuona intorno impercettibilmente, che sa creare quel legame unico fra noi ed ogni altra forma di vita, fra noi ed il senso della vita. Cogliere quel potente legame fra il presente ed il nostro passato, che sfiora la sacralità nel nostro essere ed il senso di appartenenza alla Vita. In questo pellegrinaggio interiore non troviamo risposte assolute, ma il desiderio profondo di continuare un sentiero aprendoci al mistero, in una costante risonanza tra il tangibile e l’Intangibile.


15 risposte a “Risonanze interiori. Viaggiando verso noi stessi”
“Risonanze interiori” ci invita a esplorare la nostra interiorità come un luogo di profondi e incessanti riverberi, dove suoni, memorie ed emozioni si intrecciano nel tentativo di trovare significato e autenticità. La metafora del suono, che inizia con il battito del cuore e si estende fino alle vibrazioni cosmiche, ci ricorda che siamo parte di una sinfonia universale, ma anche di una ricerca personale e intima. Il viaggio descritto è un pellegrinaggio verso noi stessi, un ascolto attento delle voci non dette e delle verità spesso soffocate, in cui il Mistero si rivela non attraverso risposte definitive, ma nel desiderio costante di una maggiore autenticità.
In questa riflessione si sente l’eco di una spiritualità profonda, che non si ferma alla superficie delle emozioni o delle contraddizioni, ma scava fino al nucleo di quel “Intangibile” dove possiamo percepire la presenza di Dio. La tensione tra il tangibile e l’Intangibile, tra ciò che è visibile e ciò che sfugge alla nostra comprensione, si presenta come il vero cuore dell’esperienza umana e spirituale. È un invito a riconciliarsi con la propria fragilità, accogliendo i lati inespressi di noi stessi, e allo stesso tempo a partecipare a qualcosa di più grande, al mistero stesso della Vita.
Questo testo ci ricorda la bellezza del silenzio interiore, un luogo sacro dove risuona il nostro legame con l’Infinito ( Dio). Qui possiamo comprendere come il viaggio interiore non sia mai una fuga dalla realtà, ma piuttosto un avvicinamento a ciò che è più autentico, che trascende il caos e le inquietudini quotidiane.
Bellissimo blog complimenti caro Rino!!
Grazie Orazio, che splendida e profonda riflessione. Un tassello bellissimo al mosaico, che con chi legge, vorrei costruire. Pensieri, riflessioni, analisi…. grazie ancora.
Con amicizia..
Sì… senza una tensione verso la trascendenza non è possibile sottrarre contraddittorietà all’esistenza. Si tratta dell’unico sentiero che può portarla ad avere un senso… che si creda o meno.
Grazie caro Mario. Si, è proprio come dici tu. Tensione proficua che genera domande, riflessioni ed in definitiva, ricerca…e come hai detto te, che si creda o meno.
Questo scritto mi fa venire in mente il passaggio di I Re quando il Signore si fa trovare da Elia in un mormorio di vento leggero. Solo nel riuscire ad ascoltare e ascoltarci si può ritrovare noi stessi nel Creatore. In fondo Egli ci ha trovati ed attende che noi arriviamo ad ascoltare il mormorio, un suono dolce, quasi impercettibile, per trovare il vero senso della Vita… Grazie Rino
Grazie cara Franca per la costanza con cui leggi e commenti le mie brevi riflessioni/racconti
Grazie per il tuo bel commento.
Bello davvero. Molto profondo e lascia spazi di riflessione immensi.
Mi ritrovo pienamente in quello che hanno scritto mdangelo e Orazio.
Escono tutti i martedì vero?
Grazie caro Paolo. Si escono tutti i martedi. Ti ringrazio per il tuo riscontro e il tuo commento.
Molto interessante questa riflessione che, con un linguaggio poetico, mette a nudo il dramma della psicologia moderna, ovvero la non possibilità di svelare completamente il cuore umano senza l’attivazione di quel soffio che mette il cuore stesso in contatto con l’eternità e con chi ne detiene i diritti.
Grazie Rino!!
Grazie caro Marco. Hai dato un taglio professionale di riflessione importante. Grazie del tuo commento che arricchisce, da altre prospettive, la riflessione.
Grazie Rino, è sempre un piacere leggerti ☺️
Grazie a te caro Luca.
I tuoi scritti hanno una risonanza particolarissima, riesci sempre a far sì che le “onde sonore” emesse da ciò che condividi si propaghino fino a raggiungere e con armonia unirsi a quelle emesse – anche durante i silenzi dell’anima – da chi ti legge. La meraviglia generata e diffusa tutt’intorno, abbracciando in ogni dimensione i nostri ritmi cangianti, ci aiuta nel percorso di identificazione con sé stessi e con il mondo esterno, in una presa di coscienza che dona il privilegio di identificarsi e riconoscere che siamo parte di una stupenda sinfonia, da ascoltare e fare conoscere, imparando ad apprezzarne il valore assoluto: la vita.
Filippo, grazie!!!! Hai esternato qualcosa di importante, di bello e profondo nel tuo commento. Grazie ancora.