Il Silenzio
“Il silenzio è il linguaggio di Dio, tutto il resto è cattiva traduzione.”
Rūmī, Gialāl ad-Dīn (poeta e mistico sufi)
Il silenzio non puoi raccontarlo, lo si può vivere perché rimane nella sua essenza nulla, ma al contempo è il tutto. È una pausa tra un respiro ed un altro, il momento sospeso in cui tutto sembra non esistere, in cui il tempo viene non più scandito ma vissuto. Questo vuoto è pienezza di senso, di emozioni vivide, silenziose attese desiderate. Il silenzio è una presenza invisibile, densa e palpabile. Silenzio come suono impercettibile e sottile, tensione tra il presente e il futuro, con quel sapore arcaico in cui prima della Creazione c’era il silenzio, quell’istante che precede il tutto.
Il testo biblico dell’Apocalisse[1] parla di un silenzio durato trenta minuti prima che ogni cosa abbia un suo compimento. Il silenzio che precede un tempo radicalmente nuovo, uno svelamento, un Tempo che non avrà più tempo.
Silenzio che diventa essenza della comunicazione tra l’umano ed il Divino, tra immanenza e trascendenza. L’assenza di parole produce un senso profondo di ascolto, di contemplazione interiore, di abbandono completo. Un silenzio che comunica interiormente la nostra limitatezza di fronte all’Infinito, propensione che ci pone in ascolto di una realtà che oltrepassa la comprensione umana.
Sant’Agostino scrisse: “Dio è più grande dei nostri cuori”. Quest’affermazione, che pone l’orante in una condizione di fiducia, permette di entrare in contatto con questa grandezza, superando paure ed ansie. In questa condizione possiamo trovare risposte che non emergono dal rumore della nostra quotidianità e né tantomeno dalla frenesia assordante che essa produce.
Nel silenzio dell’anima si riesce a sentire il battito più genuino di sé stessi, quella parte interiore che è inquieta, che ha bisogno di ritrovarsi nella sua origine, nell’istante prima che ogni cosa intorno a noi abbia la forza di ripiombarci nel caos interiore.
Il silenzio è il linguaggio dei luoghi sacri. Nei templi, nelle cattedrali, nei monasteri, il silenzio è come una presenza divina che invita alla riflessione, alla preghiera.
Cammini lentamente su un pavimento di pietra, il suono dei tuoi passi si perde nell’immensità dello spazio. Anche qui, non c’è bisogno di parlare. Il silenzio è il Tutto. Momenti che raggiungono profondità tali che le parole non riescono a descrivere, in un silenzio parla e che si ode. Il silenzio non lo ascolti con le orecchie, puoi solo udirlo con l’anima e viverlo con il cuore.
[1] Apocalisse 8,1


15 risposte a “Il Silenzio”
Grazie Rino per come hai descritto l’Amato silenzio, che ora mai, abbiamo smesso di ascoltare, troppo occupati a far rumore. Un abbraccio
Grazie Franca per la tua riflessione… bella la tua definizione di “amato silenzio”, dove spesso è proprio il silenzio a “far paura”
Grazie … davvero! Mi ricordi i momenti che ho vissuto a Taize. Momenti di silenzio e preghiera.
Grazie Paolo…
anche io ricordo belle esperienze a Taizè …. ne ho anche nostalgia.
Grazie Rino, nell’epoca nella quale ogni minuto dell’agire umano ha una colonna sonora parlare di silenzio è un atto di coraggio. Si, il silenzio fa quasi paura a chi teme di fare i conti con le profondità del proprio sé; ma è amato da chi è alla ricerca del senso pieno delle cose, oltre che di se stesso.
Scrivere di silenzio in un’epoca nella quale ogni istante del quotidiano ha un commento sonoro è un atto idi coraggio. Il silenzio incute timore in chi vuole evitare di fare i conti col proprio sé ma è amato da chi cerca l’essenza della propria interiorità. Grazie Rino
Grazie caro Mario per il tuo profondo commento che condivido pienamente.
Sentire parlare dell’importanza del silenzio, in un mondo dove ormai si tende ad alzare la voce per farti sentire, è davvero bellissimo.
Grazie Rino
Grazie caro Luca per il tuo commento al blog
Molto interessante questa riflessione al limite della poesia. Abbiamo bisogno di ritrovare il contatto con il valore impalpabile del fenomeno “silenzio”. Grazie Sciaraffa!!
Grazie a te caro Marco. I tuoi commenti, visto il tuo valore, sono preziosi per me.
Come sai scrivo per “me”…e anche io sto riscoprendo questo valore del silenzio….un silenzio che parla nel profondo.
A presto.
Grazie, caro Rino, per averci ricordato il valore del silenzio come “linguaggio di Dio”, perché Dio lo abbiamo messo in un angolo della nostra vita per non essere disturbati. Il Suo linguaggio, quello del silenzio, ci è diventato estraneo e sotto quest’aspetto siamo fortemente analfabeti, resi tali dalla nostra epoca iperconnessa e rumorosa. Ti ringrazio, dunque, per quanto hai magistralmente scritto, perché è importante riconciliarci con silenzio sia per ritrovare noi stessi sia per riscoprire una vita più autentica , spegnendo l’esteriorità e valorizzando l’interiorità.
Aldo hai fatto un commento bellissimo e molto ricco. Grazie perché hai lasciato altri spunti di riflessione. Ti ringrazio.
Il silenzio, questo sconosciuto. Anche nei luoghi più quieti, fatichiamo a coglierne l’essenza. E, anche se non parlassimo, saremmo comunque sopraffatti dal frastuono dei nostri pensieri e delle nostre inquietudini. Silenzio… se mi soffermo a osservare il mondo, sia fuori che dentro di me, lo trovo con difficoltà. È imprescindibile una cura radicale!
Si, ha ragione Francesco. Difficile da trovare soprattutto nella nostra quotidianità. Importante ricercarlo, proprio per attenuare il frastuono che ci circonda.