Nello spazio si colloca ciò che percepiamo e nel tempo abita la sensazione che ne abbiamo. Lo spazio forma il mondo, interpretato dalle nostre emozioni. Questo contenitore fisico possiede una distanza tra noi e le cose intorno a noi.

Questa separazione è la distanza tra quello che vediamo e quello che percepiamo. Visioni simbiotiche che ha connotazioni simboliche. Pensiamo agli spazi personali, ai confini invisibili che segnano un territorio, spazi che mettiamo fra noi e gli altri, vuoto vocato alla distinzione. Dentro questo vuoto c’è la nostra individualità e quella degli altri, le sensazioni che abbiamo nei confronti di chi ci sta intorno.

Uno spazio interiore, creato dalla mente, che si espande e si contrae in base ai nostri pensieri ed alle nostre percezioni, amalgamato dalle nostre emozioni.

Emozioni costruttive o distruttive, emozioni contrastanti o confuse, labili fratture determinate dalle nostre esperienze, presupposti di incontri o scontri.

Il tempo è flusso inalterabile che attraversa lo spazio, trascina con se il presente in passato, in un continuo moto orizzontale. Ma, come lo spazio, anche il tempo ha dimensioni diverse. Il tempo soggettivo, cosi malleabile può sembrare eterno in momenti di dolore o veloce in momenti di gioia. Esiste, inoltre, un tempo ciclico, visibile nel ripetersi delle stagioni, lineare, in continuo ripetersi e riprendersi le nostre stagioni di vita, determinando nel tempo e nello spazio le categorie fondamentali nelle quali fluttuano le nostre individualità.

Avatar Rino Sciaraffa

Published by

© Rino Sciaraffa